Negli ambienti industriali, la qualità dell’aria è un fattore tecnico e operativo che interessa in maniera diretta la salute, la continuità della produzione e la gestione del rischio. Le polveri, i fumi e i vapori generati dalle lavorazioni possono permanere nell’aria per diverso tempo, diffondersi oltre l’area di origine e modificare le condizioni di lavoro.
Quando la ventilazione non risulta adeguata, aumentano i disturbi respiratori e oculari, cresce l’affaticamento e si riduce la capacità di attenzione, con ricadute dirette sulla probabilità di errore e sugli eventi indesiderati. Proprio per questo, la qualità dell’aria deve essere trattata come un vero requisito: è utile identificarne le sorgenti, misurare gli indicatori significativi e applicare misure di prevenzione specifiche.
Filtrazione dell’aria industriale e strategie per il monitoraggio
La filtrazione aria industriale rientra tra le misure tecniche principali per contenere la presenza di contaminanti aerodispersi. La scelta della soluzione non può essere generica, perché cambia in funzione del tipo di lavorazione, della natura del contaminante (particolato, aerosol, fumi di saldatura, vapori organici), dei volumi del reparto e di come sono distribuite le postazioni.
In molte situazioni, la misura più efficace non è rappresentata dalla ventilazione generale, ma dall’intercettazione del contaminante alla fonte, nel punto in cui viene generato, per ridurre la dispersione e limitare l’esposizione delle persone presenti nelle aree circostanti.
Dal punto di vista impiantistico, entrano in gioco aspirazione localizzata, bracci aspiranti, cabine e sistemi di trattamento con filtri idonei. Per le polveri si usano spesso filtri a maniche o a cartuccia, per il particolato fine si adottano stadi ad alta efficienza, mentre per vapori e odori si ricorre a tecnologie specifiche. La prestazione reale dipende, comunque, anche da altri dettagli, come la portata effettiva, la tenuta delle canalizzazioni e il corretto bilanciamento dell’impianto.
Le principali sorgenti di contaminazione dell’aria in fabbrica
Le sorgenti variano per settore e processo, ma alcune categorie ricorrono spesso. Le lavorazioni meccaniche, come, ad esempio, il taglio, la carteggiatura, la lucidatura, generano particolato con granulometria diversa, che può depositarsi rapidamente oppure restare sospeso a lungo.
Le operazioni di saldatura e taglio termico producono fumi con particelle molto fini, difficili da gestire con sola aerazione del locale. In reparti di verniciatura, stampa e pulizia con solventi si generano vapori che richiedono un trattamento adeguato, soprattutto quando sono presenti sostanze con limiti di esposizione stringenti.
Esistono poi sorgenti indirette: la movimentazione di materiali polverosi, l’apertura di sacchi, le perdite da macchine, i depositi su superfici elevate, le correnti d’aria che sollevano nuovamente polvere dal pavimento. Anche gli aspetti logistici, come le porte aperte a lungo, possono causare alterazioni nei flussi d’aria e rendere meno stabile il controllo degli inquinanti, soprattutto quando si ha a che fare con grandi volumi e con molte zone funzionali.
Gli effetti su salute, comfort ed efficienza operativa
La qualità dell’aria ha degli effetti notevoli sul benessere. In presenza di particolato, fumi o vapori oppure in ambienti con ricambio d’aria insufficiente, possono comparire irritazione degli occhi, secchezza delle mucose, tosse, fastidio alla gola, cefalea e sonnolenza.
Dal punto di vista operativo, l’esposizione a un’aria di qualità scadente si riflette spesso sull’attenzione, sulla precisione e sui tempi di risposta. L’affaticamento, specialmente in attività ripetitive, aumenta e la probabilità di errore cresce. Anche la comunicazione può risentirne, perché l’irritazione e il fastidio possono portare a frequenti pause, con una minore fluidità nel coordinamento delle squadre di lavoro.
La qualità dell’aria per prevenire gli incidenti
Il legame tra qualità dell’aria e sicurezza è concreto. In presenza di contesti con vapori o gas, la ventilazione insufficiente o non corretta può aumentare l’esposizione per inalazione e, in specifiche condizioni, generare situazioni pericolose. Bisogna ricordare che, quando sono presenti polveri combustibili, l’accumulo e la possibile dispersione in aria necessitano di misure rigorose di pulizia, aspirazione e controllo delle sorgenti di accensione, con valutazioni tecniche coerenti con la normativa in vigore.
Esistono anche rischi più ordinari e frequenti. Per esempio, i depositi di polvere sui pavimenti aumentano la probabilità di scivolare. Inoltre, gli odori forti o irritanti, oltre al disagio che possono provocare, potrebbero interferire con la capacità di riconoscere segnali anomali di processo, perché tendono a coprire le variazioni olfattive che potrebbero indicare perdite o surriscaldamenti.
In scenari di emergenza, infine, un ambiente con fumi o con scarsa visibilità rende molto più complicata l’evacuazione e può rallentare l’intervento degli addetti.
