Un gps per controllare la moglie. Quaranta casi in un anno per il Centro antiviolenza

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ASCOLI Calci, pugni, un gps in macchina attraverso il quale venivano monitorati i suoi spostamenti. E la privazione di poter gestire in autonomia il proprio stipendio. Sono alcune delle violenze fisiche e psicologiche che Teresa (nome di fantasia) ha dovuto subire dal marito nel corso dei 30 anni di matrimonio. Un’unione che ha portato alla luce quattro bambini, ma anche di fronte a loro, il papà non perdeva occasione di denigrare e umiliare la propria madre. Una vita difficile, fatta anche di terrore per Teresa, alla quale solo all’età di 49 anni ha deciso di dire basta rivolgendosi all’assistente sociale di un Comune del Piceno dove risiede, e poi è stata subito indirizzata al Centro antiviolenza “Donna con te”. Qui ha intrapreso un percorso di supporto psicologico individuale, per poi partecipare anche ai diversi gruppi di sostegno. Inoltre ha effettuato una consulenza legale e ha deciso di proseguire con la separazione dal marito. Ma all’inizio non è stato semplice per lei intraprendere questa strada, di nascita e liberazione da un uomo da lei stessa definito “il classico padre padrone”, tanto da dover chiedergli il permesso anche per andare a comprare le sigarette.

“L’abbiamo aiutata a costruirsi una rete di protezione, fatta dal Centro antiviolenza, servizi sociali, Polizia e nuove amiche conosciute nel gruppo di sostegno – Laura Gaspari coordinatrice del centro “Donne con te” -. Durante il percorso di Teresa, abbiamo visto i suoi occhi tornare a splendere, le sue spalle drizzarsi e le sue paure diventare la sua forza. Il percorso d’uscita dalla violenza è molto difficile, spesso lungo, Teresa ha avuto modo di costruirlo, di personalizzarlo e di avere il sostegno necessario affinché tornasse a sentirsi sicura”. L’ennesimo episodio di violenza che ha spinto la donna a chiedere aiuto risale a qualche tempo fa quando il marito, accusandola di averlo tradito, aveva svuotato tutte le dispense della casa scaraventando a terra piatti, bicchieri, ceramiche, vasi e monili di famiglia. Teresa nel primo colloquio con l’operatrice era apparsa molto spaventata, manteneva sempre gli occhi bassi, aveva una postura curva su sé stessa, era evidente quanto provasse vergogna nel raccontare la sua storia e quanto il suo corpo fosse abituato a proteggersi. Teresa raccontava che aveva sposato suo marito molto giovane e sin da subito ha dovuto ricoprire il ruolo di angelo del focolare, senza poter avere interesse esterni alla famiglia, perché “una brava donna è questo che fa”. Il suo ex marito è sempre stato un uomo molto geloso, Teresa lo definiva “il classico padre padrone”, riferiva di dover chiedere a lui il permesso persino di uscire a comprare le sigarette.

“E’ importante evidenziare la forza delle donne che riescono a mettere fine alla violenza, non tanto la loro fragilità di vittime – conclude la coordinatrice -. Teresa ancora oggi è in contatto con il Centro, partecipa talvolta alle attività di gruppo e agli eventi per dare forza e speranza a quelle donne che stanno iniziando il percorso”. Teresa si sentiva addosso il peso di tutto quello che accadeva in casa e sperava che modificando i propri comportamenti avrebbe posto fine alle violenze, ma grazie agli incontri con il Centro è arrivata a capire che suo marito non sarebbe cambiato.

Sono già quaranta le donne che dall’inizio dell’anno si sono rivolte ad una delle sede del “Centro Antiviolenza – Donna con te” presenti nel territorio Piceno quali: il Consultorio familiare presso la Palazzina ex Gil e l’edificio “F. Ferrucci” S.Serafino da Montegranaro ad Ascoli, in via Manara 7 presso l’Ospedale Civile Madonna del Soccorso a San Benedetto e il Consultorio familiare in via Manzoni a Spinetoli. Il numero verde locale è 800.02.13.14. Madri italiane, sui quarant’anni, diplomate e con un lavoro. E’ questo l’identikit tipo della donna che subisce violenza, spesso per mano del proprio partner, e che ha chiesto aiuto al centro di antiviolenza “Donna con te”.

Lo scorso anno sono state 48 le donne prese in carico dal centro, con le sedi dislocate nel territorio. Inoltre i personale del centro ricevere, su appuntamento, presso i locali dell’Ambito sociale territoriale XXIV, nel Comune di Comunanza. Il centro offre aiuto a tutte quelle donne vittime di violenza, maltrattate proprio a causa di una disparità di potere legata al sesso, in totale rispetto della privacy. I servizi attivati, solo su richiesta della donna, sono molteplici quali: consulenza telefonica dove viene accolta la prima richiesta di aiuto; consulenza informativa e orientativa per aiutare la donna ad affrontare con consapevolezza i vari passaggi del percorso di uscita dalla violenza; il supporto psicologico e la consulenza legale dove vengo illustrate le potenziali azioni da intraprendere. Oltre all’accompagnamento presso i servizi del territorio.

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