Nonne leader, in campo per i diritti delle ragazze

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Nonne consulenti contro la violenza sulle donne, attiviste per i diritti umani. Non ci sono solo fiabe e racconti, queste nonne investono nel futuro delle nipoti. E’ intorno a questa figura familiare che “GrandmotherProject-Change through Culture” (Gmp), una ong americana e senegalese impegnata da tempo per la salute della riproduzione e per i diritti di donne e bambini, ha costruito un metodo per combattere gli abusi sulle ragazze, prime fra tutte le mutilazioni genitali femminili (mgf), un problema importante in Senegal. In sostanza, attraverso le nonne – che vengono formate e diventano vere e proprie leader – si promuove un’azione collettiva e condivisa all’interno delle comunità, per sostenere i diritti delle donne e delle adolescenti e che vuole mettere fine alla pratica delle mgf.

L’ong Gmp è impegnata principalmente nell’area di Velingara, nel sud del Senegal con il progetto “Developpement Holistique des Filles”. Cominciato una decina di anni fa su venti villaggi della zona, ora si applica in 70 comunità rurali (nei distretti di Kandia e Nemataba) e quartieri urbani a Velingara. Il progetto ha recuperato principalmente la figura sociale delle nonne che negli ultimi anni si era un po’ persa. L’ha, quindi, non solo recuperata ma valorizzata: alle nonne è riconosciuto, appunto, il ruolo influente che hanno in famiglia e nella comunità su questioni che riguardano donne e bambini, in particolare le adolescenti, tra cui l’educazione delle ragazze, il matrimonio infantile, le gravidanze precoci e le mgf.
L’idea di coinvolgere le nonne in interventi per i diritti di donne e bambini è stata di un’antropologa con competenze sanitarie, Judi Aubel, che ha cofondato la ong. Un’intuizione che le ha procurato il riconoscimento di tre premi internazionali, uno da Thompson Reuters Fondation, uno dalla BBC e un altro da ASHOKA Foundation.

I principali interlocutori degli operatori di “GrandmotherProject -‘Change through Culture” sono le comunità locali, i docenti, la scuola. Si tratta, in generale, di un metodo di educazione per adulti che rinforza il dialogo comunitario e punta all’adozione consensuale di cambiamenti. E dove sono state coinvolte le nonne, riferisce l’ong, si sono avuti cambiamenti positivi nella comunità e nelle stesse donne; si rilevano infatti maggiore conoscenza e responsabilizzazione delle problematiche. Nel caso delle mgf, che dipendono da norme sociali, coinvolgere le nonne è strategico: sono loro che le alimentano e le promuovono. Sono loro che hanno l’autorità culturale per cambiare la norma delle mgf, interrompe il circolo. Ecco che le donne diventano leva del cambiamento.

“In ogni società, anche nella nostra – commenta Francesca Lulli, antropologa culturale e consulente di Gmp – i nonni, e le nonne in particolare, rappresentano una grande risorsa. Le donne, le nonne, hanno voglia di fare e sono disponibili, assolvono a funzioni che le madri a volte non possono garantire. Ma soprattutto, le nonne possono recuperare un rapporto con le adolescenti che diventa vincente. Un rapporto fatto di energie, di competenza umana e conoscitiva”.

Il lavoro di Gmp è supportato da fondazioni private, privati e attraverso partnership con altre ong. Gmp poi sostiene tecnicamente per la formazione al suo metodo altre ong in Senegal e altrove in Africa occidentale.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2018/12/30/nonne-leader-in-campo-per-i-diritti-delle-ragazze_f835ec90-f2dd-4c47-a223-0b937dd94924.html

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