Acqua una risorsa preziosa da tutelare. Gattari: “La siccità quest’anno è stata generata dal lungo periodo di carenza delle piogge”

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L’acqua che sgorga dalla sorgente del Nera ha fatto da colonna sonora ai lavori del convegno organizzato dalla Cia – Agricoltori Italiani delle Marche a Castelsantangelo sul Nera. L’iniziativa ha avuto come tema: “Acqua una risorsa preziosa da tutelare” anche a seguito della situazione generata dal terremoto. Mirella Gattari presidente della Cia Agricoltori Italiani delle Marche ha detto: “La siccità è stata generata quest’anno dal lungo periodo di carenza delle piogge. Nell’Appennino centrale colpito dal sisma si lamenta la carenza di acqua nei pascoli e sono costretti a trasportare l’acqua in alta quota, ma non è possibile continuare così. È necessaria la costruzione di bacini ad alta quota ma i fondi disponibili non riescono a coprire le esigenze del territorio e questo sta compromettendo la gestione dei pascoli in quota. Occorre costruire vasche di contenimento per gli agricoltori e creare nuove captazioni e contestualmente una campagna di formazione e informazione per gestire al meglio la risorsa acqua”.

Andrea Spaterna presidente dell’ente Parco dei Monti Sibillini ha evidenziato come “l’acqua sia un bene prezioso, ma non è inestinguibile. La riduzione della portata delle sorgenti di questo territorio impone di mantenere alta l’attenzione e richiede una migliore gestione di questa risorsa. L’acqua è un bene di tutti, ma è giusto e doveroso trovare un compromesso tra le necessità di tutela dei sistemi acquatici e le richieste della comunità. Non è più tollerabile che l’acqua di sorgente non venga utilizzata solo e unicamente per usi potabili”. Marco Materazzi dell’Università di Camerino ha detto: “Da qualche anno abbiamo capito come i terremoti hanno un ruolo importante nella gestione della risorsa idrica. Il terremoto provoca un aumento iniziale della portata nei giorni immediatamente seguenti all’evento sismico ma poi c’è una diminuzione costante. Quello che abbiamo verificato grazie ad un’attività di monitoraggio e che alcune sorgenti si sono estinte mentre le altre sono tornate a livelli pre sisma. Il nostro ateneo è coinvolto nel progetto per la realizzazione dell’Anello dei Sibillini per ottimizzare la gestione delle risorse idriche”. Giovanni Legnini commissario per la ricostruzione ha aggiunto: “L’acqua è una risorsa di primaria importanza anche nelle azioni di rilancio dei territori e abbiamo il dovere di garantirli ed è un impegno che accomuna tutte le istituzioni. Stiamo analizzando come intervenire per risolvere i problemi conseguenti al dissesto idrogeologico”. Un impegno condiviso anche con la Regione Marche e al convegno erano presenti gli assessori Stefano Aguzzi e Guido Castelli e quest’ultimo ha detto: “Il Grande Anello dei Sibillini è un’opera importantissima per consentire di utilizzare l’acqua, alla bisogna, nelle varie aree del territorio che lo richiedono”.

“L’iniziativa di oggi punta a sostenere a rivitalizzare le aree interne che rappresenta la spina dorsale del Paese – ha detto Dino Scanavino presidente nazionale della Cia – Agricoltori Italiani – e in tale contesto l’acqua ha un valore enorme”. Nel corso del convegno non sono mancate le testimonianze di coloro che hanno supportato il lavoro degli agricoltori che hanno subito danni dal terremoto. Il presidente della Cia di Reggio Emilia Antenore Cervi, ha sottolineato l’impegno dell’associazione che ha provveduto a “raccogliere i fondi necessari alla realizzazione di unità abitative agli agricoltori che avevano aziende zootecniche che non potevano lasciare gli animali allevati dopo il sisma”. Il Sindaco Mauro Falcucci ha aggiunto: “Ringrazio la Cia per questo gesto concreto di solidarietà. È importante dare un contributo non a un paese ma ad un territorio intero”.