Vendemmia, ottima annata nel fermano

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FERMO – Uva sana e molto mostosa, per il vino fermano sarà un’ottima annata. E’ quanto afferma l’agricoltore Paolo Petracci, associato alla Cia Confederazioni agricoltori di Fermo e titolare dell’azienda agricola Madonnabruna che si estende su circa 47 ettari di terreno che confinano tra Fermo e Lapedona. Di questi 13 sono destinati alla coltivazione di vigneti. “Grazie alle piogge che si sono verificate a giugno, e dei terreni molto argillosi che trattengono maggiormente l’acqua, abbiamo ottenuto dell’uva molto sana e corposa – spiega l’agricoltore -. L’acino d’uva è molto ricco tanto da essere costituito, per circa l’80 per cento, da mosto”.

Intanto in questi giorni si lavora alla produzioni di vini precoci come Percorino e Chardonnay, bisognerà attendere qualche settimana per gli altri come Passerina, Trebbiano e Montepulciano. “Quest’anno stimiamo una produzione che supera di circa il 15 per cento un’annata normale – conclude Petracci – ovvero una raccolta che si aggira sui 1400 quintali di uva”. Diverse pertanto le aziende agricole del fermano, in particolare quelle che si trovano nelle zone comprese tra Montegranaro, Val D’Aso e Fermo, fanno sapere dalla Cia provinciale, che hanno risentito delle numerose e violente grandinate registrate nei mesi scorsi.

Più in generale nelle Marche è previsto un incremento del 25 per cento della produzione di vino. In Italia la produzione di vino e mosti dovrebbe passare dai 653.000 ettolitri del 2017 ai 813 mila ettolitri di quest’anno. Una previsione, relativa alle Marche che appare in linea con quanto avviene nel resto d’Italia. Gli esperti dell’Ismea che hanno curato l’indagine hanno espresso come giudizio di sintesi una “situazione ottimale nelle Marche”. “Un inverno a tratti freddissimo, soprattutto nella prima decade di febbraio, ha mantenuto temperature sotto lo zero per circa una settimana – si legge nel rapporto – “disinfestando” il terreno da spore e larve come non accadeva da diversi anni. La cacciata è stata quindi ritardata di circa una settimana, con un successivo recupero dovuto a una primavera umida e non fredda, caratterizzata da piogge che si sono protratte fino alla prima decade di luglio”.

Il clima umido ha favorito attacchi di peronospora e botrite superiori alla media stagionale”. I vigneti, grazie all’impegno e all’attenzione dei viticoltori, sia convenzionali sia bio (nelle Marche l’incidenza del vigneto bio sulla superficie vitata totale supera il 30%), ne sono usciti con pochi danni e il ciclo vegetativo della vite è continuato correttamente. Oltre ad una quantità abbondante, si attende un ottimo equilibrio e finezza perle uve bianche del Verdicchio e Pecorino in particolare. Inoltre, la disponibilità di acqua nel suolo ha agevolato l’assorbimento dell’azoto che permetterà lo sviluppo di profumi e aromi che contraddistinguono i vini regionali e il buon gradiente termico giorno/notte ha fatto il resto. La maggiore disponibilità di acqua comporterà vini meno robusti rispetto all’anno passato e a tal proposito si attendono due gradi in meno, ma saranno vini equilibrati, profumati, espressivi e non eccessivamente alcolici.

Nella foto il figlio di Paolo Petracci, l’enologo Carlo

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