Unomattina, Benedetta Rinaldi fuori dal programma: “Non mi hanno detto niente. Abbiamo fatto ottimi ascolti, ecco perché ora sto male”

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Imbocca il figlio Edoardo, fa una telefonata alla mamma. Si scusa per il breve ritardo mentre il rumore del vento di Fregene è in sottofondo, Benedetta Rinaldi pesa le parole ma il tono è chiaramente deluso. Il suo nome non figura nei Palinsesti Rai della prossima stagione, dopo aver condotto le ultime due edizioni di Unomattina con Franco Di Mare e numerosi spazi nel mattino della prima rete. “Giorni assurdi, crudeli ed immeritati“, ha scritto in un tweet qualche giorno fa.

Si aspettava questa esclusione?
“Se devo guardare i risultati e l’affiatamento con Franco no, a decidere è il direttore che ha tutta la libertà di puntare sui volti che sono di suo gradimento. Non mi aspettavo il modo, che non avrei più condotto Unomattina l’ho saputo dai siti televisivi. Non mi è stato detto nulla, non sono stata ricollocata. Non mi è stata proposta una alternativa, questo è il mio lavoro. Lo faccio per mantenermi e non solo perché mi piace. Che ho fatto di male? Ho detto qualcosa che non dovevo dire? Non ho fruttato abbastanza? Ho sperato si rendessero pubblici gli stipendi così mandavano anche il messaggio solidale per sostenermi. E’ una battuta per dire che veramente guadagno poco. Dal punto di vista economico e dei risultati sono vantaggiosa per l’azienda.”

Come è stata motivata la mancata riconferma?
“A me l’azienda non ha fornito nessuna spiegazione, non ho sentito nessuno. Neanche nei ranghi inferiori delle segreterie, forse è un modus operandi. Non è la prima volta che passo attraverso delle eliminazioni inspiegabili, pur avendo fatto una gavetta lunga anche in posti meno evidenti, la spiegazione anche se assurda ti viene sempre data. Io ho passato la mia vita in Rai, sono quattordici anni che lavoro per questa azienda”.

Cosa ha rappresentato per lei Unomattina?
“Il coronamento di un percorso, ho messo in conto che sarebbe stato lento perché chi mi conosce sa che rifiuto qualunque tipo di aiuto. Questo è uno dei prezzi che si paga ma credo fortemente nel merito e non concepisco altre strade. Unomattina è per me il posto più congeniale a quello che ho sempre voluto essere, mi piace fare informazione elegante con garbo e con il sorriso. Con Franco abbiamo lavorato benissimo.”

Nel corso della stagione si è lamentata in qualche occasione su Twitter per la mancata valorizzazione dei vostri risultati. Perché?
“Partivamo alle 6.40 con curva bassissima, nei primi minuti al 12% e abbiamo ottenuto ottimi ascolti. Con la concorrenza di Mattino 5 e anche quella interna di Agorà. Questo non è mai stato detto, non sono vanitosa sul lavoro ma mi piace la giusta ricompensa. Ecco perché non sto bene adesso, non è un trattamento giusto per l’impegno e la passione che tutti abbiamo messo.”

Nei nuovi palinsesti viene dato spazio a volti “sovranisti”, paga il non essere vicina a quell’area politica?
“Io pago le scelte di un direttore che ha la libertà di decidere. Se siano vicini a questo o a quello non lo so, la Rai è sempre stata così sensibile ai cambiamenti politici. Io non ho avuto sponsor, ci sono stati governi diversi e ho sempre trovato una mia collocazione. Non mi stupisco dei nomi che circolano, mi stupisco che si azzerino delle risorse in questo modo. Anche se non credo sia una cosa contro di me.”

Perché Di Mare è stato ricollocato e lei no?
“Sono contenta per Franco, nessuno mi ha detto nulla e non ho avuto nemmeno il tempo di capirlo. Una comunicazione tempestiva dell’azienda mi avrebbe aiutato, io sono stata “formata” dalla Rai, hanno investito su di me e ora mi lasciano a casa. Sono orgogliosa del mio percorso, possono arrivare delle battute di arresto ma questo non toglie che con Unomattina, anche grazie a un compagno generoso come Franco, abbia consolidato il mio modo di lavorare. Ci sono arrivata pian piano, non ho ricevuto spinte anzi le ho avute al contrario ma sono convinto che alla lunga il merito esista. Deve dire grazie a Andrea Fabiano per aver puntato su di me.”

Ha lavorato per anni a Radio Vaticana, con Bruno Vespa, Giovanni Minoli. Anni intensi?
“Ho iniziato in una radio locale con i salesiani dove avevo studiato, ho imparato pian piano il mestiere. Ho fatto uno stage a Radio Vaticana e ci sono rimasta 15 anni. Ho fatto provino come inviata di A sua immagine.”

Le avranno detto che è appoggiata dalla Chiesa.
“Si, alcuni lo dicono. Non mi stupisco ma non è che se uno lavora per un quotidiano di desta e sponsorizzato dai politici di destra e lo stesso vale per quelli di sinistra. Condivido certi valori ma questo non vuol dire certo che qualcuno chiama per me. Se ne dicono tante su tutti, meglio che si dica questo che altro.”

Si sente vittima di una ingiustizia?
“Quando ho lavorato con Giovanni Minoli mi ha chiesto: ‘Tu cosa vuoi dare alla televisione?’. Ho risposto che volevo arrivare in maniera pulita, fare un percorso e dimostrare a mio figlio che si possono fare le cose impegnandosi. A lui sembrava poco, per me era quasi tutto. Io spero di essere per lui di esempio, nelle vittorie, nei sacrifici, nell’onestà e nel modo in cui possono vivere le sconfitte e le ingiustizie. A mio figlio dirò che l’impegno paga ma che bisogna avere pazienza e saper aspettare.”

Per anni si è svegliata alle cinque, ora cosa farà?
“Mi sveglierò più tardi “, sorride. Poi torna seria: “La Rai è casa mia, resto in attesa del mio turno.”

FONTE: IlFattoQuotidiano