Tornano a Trisungo e danno vita a un B&B. L’amore per la terra non ha fermato una coppia di terremotati

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ASCOLI Quella dell’infermiera Isabella Di Vittori, cinquantunenne originaria di Spelonga, è stata tra le prime famiglie a rientrare nella propria abitazione a Trisungo, frazione di Arquata del Tronto, la scorsa primavera dopo il sisma quando era stata dichiarata temporaneamente inagibile. Ed è proprio qui che insieme al marito Ottavio ha deciso di aprire una struttura ricettiva in grado di ospitare tante persone desiderose di ritornare in questo luogo, ma che adesso non sanno dove alloggiare. Turisti che fino a qualche anno fa avevano una seconda casa dove trascorrere le vacanze o del tempo libero e oggi non è agibile.

«Come siamo rientrati nella nostra abitazione – spiega Di Vittori – io e mio marito ci siamo subito resi conto che dovevamo contribuire, in qualche modo, al ripopolamento di questa splendida località. Tanti nostri amici e conoscenti, originari di Roma e non solo, prima di quelle tragiche scosse avevano una casa qui, dove trascorrevano gran parte del fine settimana. Oggi non possono tornare perché non sanno dove alloggiare in quanto le loro abitazioni non sono ancora ristrutturate». Il B&B Gl’Urse, inaugurato lo scorso agosto, in via Salaria a Trisungo, è già al completo di prenotazioni per il prossimo mese di agosto quando le manifestazioni celebrative denominate “Festa Bella” torneranno ad animare questi luoghi. «Iniziative imprenditoriali come questa sono determinati – commenta Francesco Balloni direttore della Cna Picena – per quelle località, soprattutto piccole, affinché possano tornare ad essere ripopolate. Per questo è necessaria una politica di incentivazione».

FONTE CORRIERE ADRIATICO