Rifugio degli Alpini, dopo il sisma torna ad essere un punto di riferimento per gli escursionisti

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ASCOLI PICENO – Dopo quella maledetta scossa che lo ha reso inagibile il Rifugio degli Alpini da qualche giorno è tornato ad accogliere escursionisti e turisti, ma anche gente del posto. Oggi però non si trova più Forca di Presta, come invece è stato per più di quarant’anni, dal 1973 anno in cui è stato costruito fino al sisma del 30 ottobre 2016, ma a Pretare di Arquata. Si tratta di container di 120 metri quadrati dotato di cucina, sala da pranzo e servizi che Gino Quattrociocchi, gestore dell’attività da oltre 35 anni, ha sistemato e reso quanto più accogliente per i suoi ospiti grazie anche al prezioso aiuto della moglie Barbara Fiori.

“Purtroppo gli iter burocratici hanno fatto sì che prima di ottenere questa struttura di emergenza dove ospitare la nostra attività abbiamo dovuto aspettare degli anni – commenta Quattrociocchi -. Prima la struttura, di proprietà dell’Associazione Nazionale Alpini, si trovava immersa in uno scenario naturale unico a 1560 metri di quota. Oggi siamo a Pretare ma siamo contenti di essere nuovamente un punto di riferimento per gli escursionisti della zona”. Purtroppo il sisma oltre a rendere inagibile la struttura in cui lavorava ma anche la casa in cui viveva con la sua famiglia a Norcia.

“Con la scossa del 24 agosto abbiamo perso anche la nostra abitazione, per questo con mia moglie ed i miei figli ci siamo trasferiti a vivere prima a Porto d’Ascoli poi per esigenze scolastiche dei ragazzi abbiamo preso in affitto una casa a Ripatransone”. Casa dove tuttora vivono sua moglie ed i suoi figli mentre Gino Quattrociocchi, per motivi lavorativi, vive in un modulo abitativo di 40 metri quadrati a Pretare, poco distante da dove è attualmente il Rifugio degli Alpini.

“Non avevo nemmeno 30 anni quando decisi di lasciare il mio impiego come ragioniere per prendere in gestione questa attività – racconta –. L’idea l’ho avuta perché quando avevo del tempo libero amavo trascorrerlo in montagna, per questo ho deciso di mettermi in gioco e iniziare questa nuova avventura>>. Quello che oggi ha trovato è un’accogliente comunità fatta di circa 25 famiglie che vivono in questa località. Stanno arrivando i primi turisti ma le strade ancora da completare e i rifugi da sistemare rendono difficile raggiungere questi luoghi.

“Mi accorgo che la gente ha voglia di venire qui ma bisogna che la Regione si dia da fare per riaprire in tempo le strade – conclude – come quelle che collegano Castelsantangelo sul Nera Castel a Castelluccio o Montegallo ad Arquata, inoltre la Galleria di Norcia non è ancora percorribile tutte le ore”.

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