Realizzare un allevamento di bachi da seta a scopo didattico, il sogno della giovane agricoltrice Elisa Vallorani

0
2388

ASCOLI PICENO – Riportare in auge l’allevamento dei bachi da seta permettendo ai piccoli alunni di poterlo visitare, in una località tra l’altro, quali Colli del Tronto, che ospita il Museo della Bacologia. E’ l’idea dell’agricoltrice ventisettenne Elisa Vallorani che dopo essersi laureata in Giurisprudenza ha deciso che il suo posto era nell’azienda agricola e agriturismo di famiglia “Alla Solagna”, in Contrada La Rocca 29, nata con suo nonno e poi proseguita con i suoi genitori. “Oltre alla produzione di olio extravergine di oliva e frutta abbiamo un allevamento composto da circa un migliaio di banchi, non essendo possibile quantificarne il numero con esattezza – spiega l’agricoltrice Vallorani -. Il nostro obiettivo è quello di allevare bachi da seta a scopo didattico e non commerciale. Attraverso la realizzazione di una fattoria didattica che ci dia la possibilità di ospitare scolaresche o gruppi privati in azienda per far vivere ai bambini un’esperienza a stretto contatto con la natura”.

Il ciclo di vita del baco da seta dura un mese, ovvero da metà aprile a circa metà maggio. Le uova, infatti, si schiudono infatti nel primo plenilunio di primavera dopodiché i bachi impiegano circa una ventina di giorni per crescere e una decina per fare il bozzolo e sfarfallare. Una volta deposte le uova, queste rimangono in una sorta di ibernazione naturale per quasi un anno, fino alla primavera dell’anno successivo quando si schiuderanno al nuovo primo plenilunio di primavera. I bachi si nutrono di foglie di gelso bianco, che vengono adagiate sopra ogni sei ore circa. L’allevamento si trova in una stanza dell’azienda agricola sufficientemente arieggiata e illuminata dove è stato predisposto un telaio che poggia su due cavalletti. “Ogni tanto viene cambiata la lettiera, ovvero sopra ai bachi adagiamo un foglio di rete di plastica forata, sopra ancora mettiamo le foglie – prosegue – e come i bachi si arrampicano per mangiare passando attraverso i fori, solleviamo la rete e li spostiamo per pulire”.

Il bozzolo è composto da un unico e lungo filo di seta che può raggiungere anche i 2 chilometri di lunghezza e a seconda delle diverse specie di bachi da seta, hanno colori diversi. Ma non tutti bozzoli vengono fatti sfarfallare, perché quando la farfalla buca il bozzolo per uscire in realtà spezza quel lunghissimo filo di seta rendendolo inutilizzabile per la tessitura. Ecco che alcuni bozzoli vengono lasciati per la riproduzione, mentre gli altri vengono essiccati in forno per 10 minuti a 100 gradi in modo da rimanere intatti. Un sogno, quello di realizzare una fattoria didattica, che presto diventerà realtà grazie anche alla collaborazione con la Cia Confederazione agricoltori provinciale e aver così partecipato al Piano di Sviluppo Rurale 2014 – 2020, sottomisura 6.1, relativo agli aiuti all’avviamento per l’insediamento di giovani agricoltori. “La domanda è stata accolta e la Regione Marche ha comunicato la finanziabilità del nostro progetto – conclude – che prevede l’ampliamento dell’agriturismo e quindi anche la realizzare della fattoria didattica”.

LEAVE A REPLY