Oltre 300mila dolci tipici di carnevali, un marchigiano su tre li fa in casa

0
321

Non solo carri, sfilate e maschere, almeno 300mila chili di dolci tipici di carnevale saranno consumati dai marchigiani che riscoprono le tradizioni locali anche con il ritorno alla preparazione casalinga. E’ quanto stima la Coldiretti regionale in occasione dell’ultimo giorno di festa che chiuderà domani, martedì 28 febbraio, le iniziative in maschera. Tra le ricette, accanto alle popolarissime frappe nelle Marche sono gettonatissime arancini, sorta di ciambellina aromatizzate all’arancia, e scroccafusi, palline di pasta con cannella e scorza di limone prima lessate in acqua bollente e poi fritte, spolverate di zucchero e bagnate con alchermes. Specialità che, secondo l’indagine condotta dal sito www.coldiretti.it, quasi un italiano su tre (31%) prepara rigorosamente in casa mentre il 41% li acquista dal fornaio o dal pasticcere di fiducia e solo il 2% dichiara di acquistare prodotti commerciali già confezionati. Va segnalato peraltro che, anche per la crescente attenzione alla forma fisica e alla dieta, ben il 26% degli italiani si vede costretto privarsi delle golosità della festa. Partendo da ricette regionali che utilizzano soprattutto ingredienti semplici come farina, zucchero, burro, miele e uova è possibile fare una ottima figura spendendo meno di cinque euro al chilo facendo anche fronte ai consumi energetici per la cottura. Al contrario per l’acquisto al forno o in pasticceria si spendono dai 15 ai 30 euro al chilo, prezzi sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. La preparazione casalinga offre anche la possibilità di assicurarsi la qualità e la freschezza degli ingredienti, che fanno la differenza sul risultato finale, a partire dalle uova e dal miele che, conclude la Coldiretti, possono essere acquistati anche nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove sono offerti a volte anche dolci della tradizione contadina che nulla hanno a che fare con i prodotti industriali low cost.

LEAVE A REPLY