Milano, «Cerco alieno senza cellulare in metropolitana: su la testa»

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Se trovate qualcuno che viaggia in metro senza lo sguardo fisso sul cellulare chiamate il Wwf: è una specie protetta. Una rarità. Un extraterrestre. I lettori nella rubrica del Corriere della Sera scrivono, commentano, si interrogano e qualche volta si stupiscono: «Caro Schiavi, da Lambrate a Cadorna ho trovato uno che mi guardava e mi è sembrato un alieno…». È cominciata una singolare caccia ai renitenti da smartphone e una signora avverte che si sono perse le elementari regole della cortesia: «In entrata e uscita dai vagoni la gente ti viene addosso e non si accorge nemmeno dove va, pensano solo al cellulare».

Un professore del Politecnico ha calcolato la percentuale di chi legge un libro o un giornale nella tratta tra Cadorna-Lambrate: il 2 per cento. Possibile che tutti, proprio tutti quelli che viaggiano sulle linee 1, 2, 3, 5 siano incollati allo smartphone e insensibili al resto? Se lo chiede un lettore che ha fotografato i passeggeri nelle varie stagioni e il risultato è l’immagine che si vede: in estate come d’inverno, cambiando l’ordine degli addendi (e i vestiti) il risultato non cambia. Più drastico un cittadino preoccupato per una dipendenza diventata stile di vita: si affida a noi con un appello formato hashtag: #toglietela retedalmetro. E come si fa? Con la fatica e tutti i milioni spesi per il wifi, adesso lo togliamo e ciao? Non sarebbe meglio, invece dei divieti, imparare a vivere evitando, almeno ogni tanto, di fissare quel piccolo schermo che danneggia la vista e anche il cervello?

La realtà è che ci siamo tutti arresi, in metropolitana, in auto e perfino in bicicletta, alla connessione perpetua, ai suoi vantaggi, a questa facile compagnia. Il lettore Maurizio Sereni si fa una domanda: come si occupava la giornata nell’era precedente agli smartphone? E risponde: io ricordo che in metrò si leggeva il giornale, si cercava un interlocutore, si mostrava comprensione per qualcuno in difficoltà cedendogli il posto… «Il telefonino e la rete sono il più grande rincoglionimento della storia dell’umanità», ha scritto Aldo Cazzullo. Ma sono anche una grande rivoluzione. Alessandro Baricco ha fatto un elenco delle cose che vent’anni fa non esistevano: smartphone, Facebook, Twitter, Skype, Youtube, Spotify, Netflix, Airbnb, Iphone, Instagram, Uber, Whatsapp, Tinder, Tripadvisor…. Possiamo farne a meno? No. Conviviamo stabilmente con loro.

La mutazione antropologica scava fossati profondi tra generazioni. Ma è il metrò che attira l’attenzione, per la normalità con cui il cellulare diventa una protesi stabile. «Ogni volta che salgo in carrozza mi stupisco della svolta epocale portata dai telefonini», scrive l’autore della foto. Gli piacerebbe farne una gigantografia da appendere nelle varie stazioni. Per farci riflettere un po’, come uno specchio che ci fa vedere come siamo, ma non sempre ci piace.
gschiavi@rcs.it

FONTE: Milano.Corriere