Mare, patrimonio e movida. Il fascino di Palermo non ha stagione

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Parafrasando il film di un palermitano doc, Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, si può dire che non è vero che la Sicilia ti prende solo d’estate. Palermo, Monreale, Cefalù, e perfino Mondello, la spiaggia cult del capoluogo siciliano, incantano anche d’inverno. Ti seducono con la bellezza dei loro monumenti, il fascino degli edifici arabo-normanni e delle chiese bizantine, gli odori, i colori e la teatralità dei loro mercati, la bontà irresistibile delle specialità pasticciere e i sapori dei piatti tipici di qualità e spesso anche a poco prezzo di molte trattorie. Ma ti prendono anche per la squisita cortesia e ospitalità delle persone, per la bella gioventù che vedi nella movida serale lungo le strade pedonalizzate del centro tra musicanti e street-food, per il clima sempre o quasi sempre primaverile anche a gennaio, per i costi molto contenuti della bassa stagione nei voli per il capoluogo (50 euro andata e ritorno da Bologna se prenoti per tempo) e negli alberghi (25 euro a persona in camera doppia con super colazione in un quattro stelle di un palazzo storico del centro).

Il primo impatto con Palermo ti riporta alle pagine tragiche della sua storia recente, a quella mafia che non uccide solo d’estate come nell’ironia cinematografica di Pif ma che ha disseminato ovunque i suoi simboli di morte. Dal pullman che ti porta dall’aeroporto di Punta Raisi alla città osservi poco prima dell’uscita di Capaci l’enorme stele a margine dell’autostrada che ricorda il terribile attentato a Giovanni Falcone e alla sua scorta, passi a fianco della lapide che ricorda l’assassinio di Piersanti Mattarella in via della Libertà, che è a poche centinaia di metri dalla scultura di via Carini dove furono trucidati il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro, e da via Turba dove si compì l’omicidio di Pio La Torre e del suo autista Rosario Di Salvo; non lontano da via D’Amelio dove l’albero del cuore e i tanti messaggi dei palermitani onesti che lo ricoprono ti riportano alla memoria la strage di Paolo Borsellino e della sua scorta.

Il centro, con i suoi splendidi monumenti accanto ai tanti palazzi nobiliari in rovina che mostrano la bellezza antica delle facciate e la tristezza del degrado e dell’abbandono attuale, appare come la fotografia in bianco e nero di questa tormentata della città. A rincuorarti è la storia millenaria di Palermo, il fascino della mescolanza delle culture che qui convivono da secoli, l’imponenza della sua cattedrale e del palazzo dei Normanni, un tempo sede imperiale e oggi dell’Assemblea regionale siciliana, gli splendidi affreschi e mosaici bizantini della Cappella Palatina, la nuda pietra e le cupole rosse della chiesa romanico-orientale di San Giovanni degli Eremiti, la bellezza degli altri monumenti arabo-normanni dichiarati patrimonio dell’Unesco (le chiese della Martorana e San Cataldo, il palazzo della Zisa e il Ponte dell’Ammiraglio in città, la cattedrale di Cefalù e il duomo di Monreale). Impossibile non innamorarsi.

https://www.repubblica.it/viaggi/2018/01/19/news/mare_patrimonio_e_movida_il_fascino_di_palermo_non_ha_stagione-186843315/?ref=fbpr

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