Madre di 5 figli rovinata dal gioco. Oggi sono due mesi che è astinente dal gioco e ha accettato di partecipare ai gruppi di sostegno

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ASCOLI PICENO – La sua era una vita appartenente perfetta, mamma di cinque figli con marito e senza difficoltà economiche. Fino a quando la loro attività a conduzione familiare fallisce per via della crisi, e lei pensionata di 65 anni vede crollare, intorno a sé, tutte le certezze. Ed ecco che E.R. inizia ad investire i risparmi di una vita nelle slot machine, illudendosi che in questo modo possa nuovamente ritrovare quella stabilità e tranquillità ormai perduta. Invece si trova a da sola, senza amici, inizia ad isolari e a sperperare tutti i soldi di famiglia nell’arco di sette anni. Ma grazie ad una amica, alla quale confiderà il suo calvario, contatterà uno dei quattro sportelli attivi sul territorio nell’ambito del progetto GAP, piano integrato per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. Ed oggi sono due mesi che è astinente dal gioco e ha accettato di partecipare ai gruppi di sostegno per giocatori che partiranno ad aprile. «Sono trascorsi sette anni da quando sono entrata nel vorticoso tunnel del gioco ma grazie ad una amica – spiega la donna – alla quale ho confidato la mia situazione, la difficoltà economica in cui mi trovo e soprattutto l’angoscia di doverlo raccontare alla mia famiglia per la vergogna di aver dilapidato quello che restava dei risparmi di una vita. Mi ero illusa che attraverso slot machine e gratta e vinci avrei potuto riportare la famiglia all’antica condizione di benessere economico».

In particolare E.R. è una delle 80 persone che, dal mese di aprile dello scorso anno alla fine del 2018, hanno contattato uno degli sportelli operativi nei territori di Comunanza, Ascoli Piceno, Pagliare del Tronto e San Benedetto del Tronto. « Dal mese di giugno l’affluenza agli sportelli è stata costante con un’impennata dopo le feste natalizie – dichiara Mariapaola Modedistini direttore Sede Accoglienza, Centro Diurno Ama Aquilone -. Questo è il primo anno di attività effettuata attraverso il piano di Area vasta che ha permesso, grazie ai fondi dedicati, di raggiungere tutti i territori e di effettuare attività di informazione e sensibilizzazione rispetto ad un tema che solo ultimamente è stato riconosciuto come una vera e propria patologia».

Mentre lo sportello di consulenza della Cooperativa AmaAquilone “Rien ne va plus” nasce nel 2012, e oggi offre trattamenti individuali, sostegno alla famiglia e presa in carico semiresidenziale per giocatori. Nell’arco di cinque anni ha registrato 280 tra contatti telefonici e colloqui informativi: soprattutto con pazienti e amici del potenziale paziente patologico e contatti ripetuti con familiari che chiedevano consigli su come intervenire. I pazienti che hanno ricevuto un trattamento ambulatoriale strutturato in colloqui continuativi a carattere psicoterapico per numerosi incontri sono stati in totale 75. Di questi 3 pazienti sono stati inseriti in trattamento semi-residenziale per la durata di alcuni mesi. Relativamente alle 75 persone avute in carico per un periodo significativo 55 sono uomini e 20 donne, età media 44 anni, con casi di ultracinquantenni e ultrassessantenni.

FONTE CORRIERE ADRIATICO