L’impegno Rai per la Settimana della legalità. Maria Falcone: “La tv di Stato fa capire l’importanza della lotta alla mafia”

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“La Rai ci ha dato la possibilità di far capire italiani quanto sia importante la lotta alla mafia e quanto sia una guerra che dobbiamo combattere tutti insieme” dice Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nella strage di Via Capaci 27 anni fa, intervenuta alla presentazione della Settimana della Legalità a Viale Mazzini. Una settimana antimafia per ricordare Falcone e la moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, vittima dell’attentato di Via d’Amelio e gli otto uomini della scorta – Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano – morti negli agguati mafiosi.

Nell’aprile del 1992, un mese prima della strage di Capaci, Falcone partecipò infatti alla prima sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla Prevenzione della Criminalità e sulla Giustizia Penale, organizzata a Vienna. In quell’occasione si posero le basi della cosiddetta Convenzione Onu sul crimine organizzato transnazionale, che venne sottoscritta a Palermo nel 2000 con l’adesione di 189 Paesi su 193. Centrale l’appuntamento di “#PalermoChiamaItalia” previsto per la mattinata di giovedì 23 maggio, quando la Nave della Legalità raggiungerà Palermo e centinaia di studenti raggiungeranno l’Aula bunker del carcere Ucciardone per ascoltare ospiti internazionali – investigatori, magistrati, esponenti delle istituzioni – che parleranno della Convenzione Onu.
L’impegno Rai per la Settimana della legalità. Maria Falcone: “La tv di Stato fa capire l’importanza della lotta alla mafia”
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All’incontro a Viale Mazzini, con il presidente della Rai Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini, le testimonianze di Tina Montinaro, vedova di Antonio, che seguiva Falcone; il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, il capo della Polizia Franco Gabrielli e il ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti. “Ringrazio la Rai per l’impegno” spiega Cafiero de Raho, “di mafia bisogna parlare, guai a tacere perché è un male che può essere estirpato se tutti lo sentono come un qualcosa che è venuto a inquinare i nostri territori. È un problema nazionale che deve entrare nella sensibilità di tutti”.

“Giovanni diceva sempre che la lotta alla mafia non si vince soltanto con la repressione, quella deve essere forte, degna di uno Stato di diritto, bisogna creare un consenso popolare perché si possa vincere” spiega Maria Falcone. “Un consenso che quando lavorava non c’era e se c’era, apparve dopo la sua morte. Borsellino nel trigesimo della morte di Giovanni diceva ai ragazzi: ‘Guardate, la gente sembra che faccia il tifo per noi’. Quel tifo è apparso dopo, la gente ha cominciato a capire dopo. La società è cambiata tanto, oggi i magistrati sanno che dietro c’è una società che vuole vincere. Giovanni ce l’ha spiegato in tutti i modi che bisognava combattere a livello nazionale e transnazionale. Un ragazzino mi ha detto: da quando ho letto il libro su Giovanni, è diventato il mio migliore amico”. “Quando si sposa un poliziotto”, ha aggiunto la signora Montinaro, “tutta la famiglia entra in polizia. Cerco di far capire cos’è successo, come si viveva prima del ’92. Voglio ringraziare l’informazione, perché si deve fare capire a tutti gli italiani cosa è stato il 23 maggio. Ho avuto un grande marito con un grande coraggio, sono sempre stata orgogliosa di lui, anzitutto per la scelta che ha fatto, quella di scortare il dottor Falcone”.

Il procuratore Cafiero de Raho parla con orgoglio dei giovani, dice che “la manifestazione per ricordare il 23 maggio suscita sempre grande emozione perché essere trasportati da questo vento di pulizia, di amore ma anche di una forza reattiva è bellissimo”. “Due fondamentali agenzie educative del paese: così mi piace immaginare la Rai e il Ministero dell’istruzione”, osserva Franco Gabrielli. “Le stragi di Capaci e Via D’Amelio racchiudono l’apice della brutalità, ma questo esercizio non è un esercizio liturgico. Non è un ricordo che si consuma nella scopertura di una lapide, in un ricordo di nomi. Si è fatto un lavoro straordinario l’anno scorso abbiamo associato a quel termine, ‘scorta’, nomi e immagini. La nave della legalità portava i nostri otto figli e ricordo a me stesso che tra questi otto colleghi c’era una donna Emanuela Loi, la prima – e l’ultima – donna che nella storia repubblicana ha sacrificato la vita in servizio. Falcone nella sua straordinaria capacità di guardare lontano, diceva che i fenomeni criminali hanno un inizio e una fine, perché sono fenomeni umani. Io invece penso che dureranno quanto durerà l’uomo”.

Rai1 darà ampio spazio alla cerimonia con Unomattina per seguire l’arrivo della Nave e degli studenti; poi, dalle 10, è previsto il consueto Speciale condotto da Franco Di Mare ed Emma D’Aquino, in diretta dall’Ucciardone. Nel pomeriggio, La vita in diretta dedicherà all’anniversario della strage di Capaci servizi e collegamenti, in particolare dall’Albero di Falcone a Palermo dove si aspetteranno le 17.58 per il silenzio in ricordo delle vittime. In serata, la fiction Rai si occuperà delle infiltrazioni mafiose nella gestione degli appalti pubblici con le indagini del Commissario Montalbano (l’episodio è La piramide di fango). Il 22 maggio in serata c’è Duisburg – Linea di sangue di Enzo Monteleone con Daniele Liotti, Benjamin Sadler e Vincenzo Ferrera sulla strage di ‘ndrangheta avvenuta il giorno di Ferragosto del 2007 nella quale vennero trucidati da una coppia di killer sei giovani calabresi. Il film tv segue l’indagine dei due commissari Michele Battaglia (Liotti), e Thomas Block (Sadler), che grazie al loro lavoro riuscirono ad arrestare il colpevole del massacro.

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