La rivincita della mamma terremotata con 4 bambini

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ASCOLI PICENO – Roberta, da sempre innamorata dei bambini, tanto da diventare maestra e poi mamma di quattro figli, è una delle tante persone terremotate che ha dovuto, insieme alla sua famiglia, abbandonare la sua casa a Piedilama, frazione del Comune di Arquata del Tronto, e vivere tutte quelle vicissitudini che inevitabilmente il sisma porta con sé. Da qualche tempo, grazie al “Laboratorio della Speranza”, un’associazione per i terremotati del centro italia che ha conosciuto proprio a seguito del sisma, è tornata ad occuparsi dei bambini che provengono dalle frazioni di Arquata. Un’attività che sicuramente le sta dando qualche sollievo rispetto a quanto ancora c’è da fare affinché lei e la sua famiglia possano ritrovare quella normalità che vivevano prima di quel tragico 24 agosto del 2016. Difficoltà che derivano dalla perdita della casa e di tutto quello che avevano: la vita in tendopoli non è certo agevole, poi il ritorno in un paese che non si riconosce più privo di vie, strade ed edifici che fino a qualche mese prima rappresentavano dei punti di riferimento.

E poi la difficoltà a relazionarsi con persone mai viste prima, soprattutto in un momento in cui si è emotivamente fragili. Roberta, dall’estate del 2017, insieme a suo marito Alessandro e a suoi quattro figli Beatrice, Sebastiano, Niccolò e Samuele che hanno tra i 6 e i 14 anni, vive in una delle casette Sae, nel villaggio di Piedilama. “Siamo molto felici di essere rientrati dopo quasi un anno dal terremoto e speriamo che Arquata possa ripartire e diventare più bella di prima – dice Roberta – . Ci vorrà molta molta pazienza ma piano piano ce la farà”. Il marito, che aveva un laboratorio dove riparava macchine fotografiche, poco distante dalla loro casa, oggi prosegue la sua attività in un modulo. Non è facile per loro vivere all’interno di una casetta, dove comunque mancano gran parte di quei comfort che comunque sono fondamentali soprattutto quando a viverci ci sono quattro bambini. Ad esempio lo scorso inverno, come tante altre persone che vivono in questo villaggio, hanno dovuto arrangiarsi senza poter usufruire dell’acqua calda.

“Nonostante le tantissime difficoltà che quotidianamente si trova a dover affrontare Roberta è sempre sorridente, sempre attenta e premurosa verso i suoi figli che ama immensamente – commenta Anita Gasparrini socia fondatrice del “Laboratorio della speranza” -. Non viene meno mai a nessun impegno, sia a livello lavorativo sia familiare”. Roberta ha conosciuto questa realtà associativa attraverso il servizio di volontariato di vicinanza alle persone terremotate che il vescovo S. E. Mons. Giovanni d’Ercole ha voluto fin dal primo giorno post sisma.

“Il 30 ottobre, sono stati trasferiti in albergo e da lì poi sono stati destinati all’Hotel Domus Mater Gratiae – prosegue Gasparrini – e proprio qui come “Laboratorio della speranza” abbiamo cominciato le nostre diverse attività rivolte ai bambini ed ai ragazzi”. Essendo Roberta una maestra è stata subito coinvolta con un progetto di lavoro insieme alle educatrici che si occupavano dei bambini che frequentano la scuola elementare. Attualmente, nell’ambito del progetto all’interno della scuola di Arquata, il martedì pomeriggio, la giovane mamma si occupa del laboratorio di bambini che hanno dai 3 ai 6 anni.

Oltre 500 bambini e 900 volontari provenienti da tutta Italia: sono i numeri che ribadiscono l’importanza di una realtà associativa come “Laboratorio della speranza”. Associazione di promozione sociale nata dopo il terremoto del 24 agosto 2016 che ha colpito il centro Italia su spinta del vescovo di Ascoli Piceno, S. E. Mons. Giovanni d’Ercole e dal lavoro spontaneo di tantissimi volontari della diocesi dei primi giorni dopo il terremoto. L’associazione ha diversi progetti in corso e altri in fase di attivazione.

“Durante il 2016 e fino a giugno 2017 abbiamo effettuato servizi educativi a favore dei ragazzi negli alberghi per le comunità di Arquata e Acquasanta, e poi l’educativa nel container scuola, due pomeriggi a settimana a Montegallo – commenta Don Paolo Sabatini presidente dell’associazione -. Durante l’estate abbiamo animato ogni giorno da giugno a settembre i centri estivi per Amatrice, Accumoli, Arquata, Acquasanta, Venarotta, Roccafluvione, Montegallo, Folignano, Maltignano, Appignano, Cossignano e Castignano. Insomma tutti comuni del cratere, coinvolgendo più di 500 bambini e 900 volontari da tutta Italia”.

Attualmente l’associazione svolge servizi educativi e di accompagnamento per i bambini dai 5 anni fino ai 13 anni, con una speciale attenzione ad esempio ai ragazzi di terza media per l’aiuto all’esame, provenienti da Arquata, Acquasanta, Venarotta, Roccafluvione, Montegallo, Folignano e Maltignano. “Per i ragazzi di Arquata, oltre alle attività nel centro comunitario di borgo come corsi di musica e lotta libera – conclude Don Paolo – stiamo facendo, su invito dei genitori, l’attività educativa e di aiuto ai compiti direttamente nelle Sae, in collaborazione con la fondazione “L’albero della vita” onlus”.

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