La moglie ha l’Alzheimer e lui la porta con sé a lavoro ogni giorno per non lasciarla sola

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Questa è la storia di un grande amore che, proprio per il suo essere autentico, è in grado di superare anche le difficoltà di una malattia terribile come l’Alzheimer. Protagonisti una moglie malata e suo marito che, pur di non lasciarla sola in casa, la porta ogni giorno con sé a lavoro.

L’Alzheimer è una malattia subdola che piano piano offusca la memoria a tal punto che la persona non riconosce più (o confonde) persino i propri familiari più stretti. A volte non è facile stare vicini a queste persone ma, quando c’è di mezzo l’amore, tutto diventa possibile.

Dal Cile arriva una storia molto toccante. Fresia è una donna di 65 anni a cui, già da diversi anni, è stato diagnosticato l’Alzheimer. Suo marito, Mario, di 71 anni ancora lavora come autista di autobus e, per non lasciare sola la sua compagna in casa, la porta con sé ogni giorno.

Fresca, purtroppo, non è più autonoma e rischia di farsi male o perdersi. Non ci sono alternative, in quanto i figli della coppia non possono occuparsi della madre e la famiglia non ha abbastanza risorse per pagare qualcuno che se ne prenda cura.

La coppia si alza presto, alle 5:30, in modo che ci sia tutto il tempo di prepararsi. Mario pensa a sistemarsi e subito dopo alza, lava e veste sua moglie, infine esce per iniziare il suo turno di 8 ore alla guida di un autobus a La Serena, città nella regione di Coquimbo.

Una vita molto dura, insomma, soprattutto quando è inverno e fa molto freddo ma la coppia è costretta comunque a svegliarsi presto e a uscire.

Per tutta la durata del suo lavoro, Fresia lo accompagna seduta su uno dei posti davanti dell’autobus. Ma come la prendono i passeggeri?

Mario ha raccontato che molti sono comprensivi ma, come sempre, c’è chi si lamenta o fa battute fuori luogo sulla presenza della signora.

Un passeggero dal cuore buono, però, ha notato con quanto amore Mario si prenda cura di sua moglie e ha deciso di aiutarlo. La storia è diventata virale ed è arrivata anche alla Fundación Las Rosas che ha offerto il suo aiuto per accogliere e prendersi cura di Fresia durante i giorni della settimana.

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Il finale di questa storia è dunque un po’ agrodolce. Mario ha lasciato Fresia alle cure dello staff dell’istituto, dopo aver condiviso insieme quasi tre decenni:

“Mi sento soddisfatto ma non contento (…) Dopo tanti anni passati bene con lei, divertendomi, ora sono solo, ma se la vita mi ha riservato questo non devo più combattere. Verrò sempre a trovarla, a portarla fuori e mi rifugerò al lavoro o in qualcosa che mi soddisfa, come fare una passeggiata in campagna, che è quello che mi piace fare di più”

La vicenda di Mario e Fresia riporta all’attenzione di tutti il dramma delle famiglie che devono affrontare questa malattia e tutte le difficoltà che questa comporta.

FONTE: GreenMe