La ferramenta di Trisungo, dopo il sisma, torna a servire la popolazione

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ASCOLI PICENO – Dopo il sisma, e dopo tante difficoltà, la ferramenta di Trisungo è tornata a servire la popolazione, perlomeno quella che ancora vive lì. Come racconta Maria Francesca Piermarini che aiuta sua madre Lucia Ottaviani nella negozio di ferramenta e casalinghi “Casa mia”. “Tutto è iniziato con mio nonno Pasquale, un fabbro che con passione e sacrificio realizzava a mano alcuni degli strumenti che potevano servire ad allevatori ed agricoltori, dalle campane per le pecore e le mucche ai ferri per i cavalli. Poi a causa del sisma il lavoro portato avanti da generazioni è andato quasi completamente distrutto”. Il nonno iniziò la sua attività a Pretare dove aveva un magazzino e poi un piccolo negozio a Montegallo, un lavoro che spesso lo portava in giro per fiere da Norcia ad Amatrice fino a Montereale. Con il passare del tempo la famiglia di Maria Francesca, circa venti anni fa, ha deciso di allargare la propria attività prendendo in affitto un locale a Trisungo e aprire così il negozio.

La violenta scossa del 24 agosto di due anni fa ha completamente distrutto quello che avevano a Pretare e a Montegallo. Mentre a Trisungo, dopo diversi lavori di ristrutturazione, sono riusciti a riaprire l’attività il 2 giugno scorso, anche se niente è più come prima di quelle maledette scosse. “Fin da piccola ho aiutato mia madre e i miei nonni paterni in negozio Magari mi mettevo fuori facendo una mia piccola bancarella di giocattoli ma da sempre ho sentito il legame con questa attività nata con mio nonno – ricorda Maria Francesca -. Per questo quando siamo ripartiti dopo il sisma, alcune settimane fa, ho voluto realizzare delle calamiti a forma di ferro di cavallo, che oltre a portare fortuna, per me sono il simbolo di come tutto è iniziato. Ovvero di mio nonno che realizzava questi oggetti a mano”.

Quello che Maria Francesca e sua madre stanno constatando è che mentre venti anni fa, quando sono arrivate a Trisungo, questa località inizia ad essere popolata e vissuta da cittadini, oggi ne sono rimasti in pochi e la maggior parte sono anziani. “Questo solitamente era il periodo in cui tornavano i proprietari di seconde case per trascorrere qualche giorno di vacanze e magari venivano da noi per richiedere un rubinetto nuovo da sostituire o comunque utensili e oggetti per la loro abitazione – conclude Maria Francesca -. Purtroppo questo non sta accadendo, ma noi non vogliamo delocalizzare la nostra attività. Siamo legati alla nostra terra e per questo stiamo pensando a quello che maggiormente può servire. Magari punteremo di più sul settore edile”.

“Casa mia” è tornata da qualche mese a rifornire il territorio di tutto ciò che serve per la casa e non solo, offrendo un vasto assortimento di articoli per la casa e da regalo, elettrodomestici, oggetti d’arredo e una ricca fornitura di ferramenta.

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