Inventore sfrattato dallo sciame sismico ha iniziato da capo insieme al figlio

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ASCOLI Forse non tutti sanno che nella piccola Montegallo, una delle realtà pesantemente toccate dal sisma, c’è un inventore di professione. La storia è quella di Luciano Sebastiani, ex professore dalla mente geniale la cui tenacia non è stata smorzata neppure dal dramma del terremoto che, due anni fa, ha seminato devastazione in tutta quella zona. Sebastiani aveva infatti un laboratorio al piano terra della sua abitazione, un edificio della frazione di Propezzano che è stato sin da subito dichiarato inagibile. E’ stato proprio tra quelle quattro mura che nel 1996 inventò un accessorio particolare per il decespugliatore unico nel suo genere dando vita ad un’attività, in cui lavora anche uno dei suoi figli, Alessandro, insieme ad alcuni collaboratori, ma che a causa del sisma è stata delocalizzata a Roccafluvione. La sede legale resta comunque Propezzano, ed un giorno tornerà ad ospitare la sua attività.

“E’ stata una scelta determinata dal forte attaccamento che mio padre nutre per il territorio – commenta Alessandro -. Il nostro desiderio, infatti, è quello di tornare dove tutto è iniziato”. Ma Luciano, in precedenza professore di impianti elettrici in una scuola professionale di Amandola, deve molto a questi luoghi del Piceno, perché è qui che la sua invenzione è poi diventata realtà. Un giorno stava lavorando al suo castagneto a Montegallo quando si rese conto che doveva ideare un accessorio che rendesse più facile, veloce e sicuro l’utilizzo del suo decespugliatore. Ed è così che è nata la lama elica S.L.A.M., (Sebastiano Luciano Attrezzature Meccaniche), in acciaio speciale che genera in rotazione un flusso di aria verso il basso e vola a 2, 3 cm di altezza dal suolo su un cuscino d’aria, tritura rovi e taglia arbusti fino a 2cm di diametro. Inoltre la combinazione con la copertura ad alta protezione permette di generare un effetto aspirante nella parte frontale, così i vegetali erbacei vengono assorbiti all’interno della copertura e polverizzati. Un progetto, come quelli che fin da giovane portava sempre con sé nella sua valigetta delle “invenzioni” diventato realtà e che oggi insieme a suo figlio vende non solo in Italia, ma anche all’estero, soprattutto online.

Da Montegallo a Roccafluvione, una delocalizzazione resa possibile anche grazie al supporto della Cna Picena. “Siamo lieti di aver contribuito a dare sostegno ad un’attività che si è mostrata attenta e vicina al territorio – commenta Francesco Balloni direttore generale della Cna Picena -. La ripresa e rinascita di alcuni territori penalizzati e danneggiati, passa innanzitutto dalle persone e speriamo di poter continuare con i nostri servizi ad aiutare persone che abbiano lo stesso spirito e coraggio”. Opinione condivisa dal Luigi Passaretti; presidente territoriale della Cna di Ascoli che ha aggiunto: “Parlare di territorio di appartenenza oggi è importante perché la zona montana ha delle peculiarità che rischiano di disperdersi se le imprese e i cittadini si allontanano dal territorio. Le idee e l’ingegnosità di queste persone oggi rappresenta un esempio da seguire anche per le future generazioni e curare aspetti come il ricambio generazionale diviene sempre più importante”.

Fonte Corriere Adriatico

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