Il sisma non ferma due giovani macellai laureati

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ASCOLI PICENO – Estati, ma anche feste di Natale e Pasqua, al fianco del nonno e del padre, ad osservarli mentre con passione lavoravano la carne. Sono in gran parte trascorsi così i giorni di festa, quando la campanella della scuola smetteva di suonare per un po’, dei fratelli Alessandro ed Emanuele Petrucci che oggi hanno 36 e 35 anni. Due giovani laureati che, dopo la prematura scomparsa del papà Enzo, hanno deciso di proseguire e rilevare l’attività, insieme alla mamma Vittoria, portata avanti da quattro generazioni e divenuta nel tempo una sorta di “istituzione” per i residenti ma anche per chi era di passaggio. Si tratta della “Macelleria Petrucci”, un’attività storica di Trisungo, lungo la Salaria, che nell’ottobre del 2016, una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.5 rese inagibile insieme a tante altre abitazioni ed edifici del centro Italia. Ma i fratelli Petrucci non si sono persi d’animo, il loro desiderio è sempre stato quello di far rivivere Arquata anche attraverso la loro attività. E ci sono riusciti.

Dopo tanti sacrifici e mesi di difficoltà la famiglia Petrucci ha completato i lavori per delocalizzare la macelleria, sempre nel comune di Pescara del Tronto, vicino a quella sarà inaugurata tra qualche giorno “La cittadella”. Si tratta di una struttura in legno lamellare all’interno della quale è stato allestito il nuovo negozio. “Dopo il terremoto ci siamo subito dati da fare per riprendere al più presto produzione e vendite, ma di fronte a tanta distruzione nulla è stato facile – spiega Alessandro Petrucci – Siamo stati anche tentati di spostarci altrove, ma abbiamo capito di essere troppo radicati nel nostro territorio, la nostra attività doveva trainare la rinascita di Arquata. Eravamo consapevoli che riportando il nostro negozio e i nostri prodotti nel nostro comune avremmo di conseguenza riportato molte persone, movimento e clienti”.

Così Alessandro ed Emanuele hanno deciso di delocalizzare il negozio e il laboratorio in un pezzo di terra di loro proprietà nella zona industriale di Pescara del Tronto. “Nostro padre due mesi prima della sua morte comprò dalla Piceno Consind un lotto di 1600 mq di terra edificabile – prosegue -. Purtroppo le pratiche della delocalizzazione sono state molto lunghe, i vincoli burocratici tantissimi. Anche nei momenti più difficili io, mio fratello e mia madre ci siamo fatti forza e, dopo quasi nove mesi di burocrazia, il 17 luglio è finalmente arrivato il decreto che ci autorizzava a costruire la nuova struttura in legno, realizzata in poco più di tre mesi”. Ed era il 28 ottobre, 363 giorni dopo quella forte scossa sismica, quando i fratelli Petrucci hanno concretizzato il loro sogno inaugurando il “nuovo corso” della “Macelleria Petrucci”. “Abbiamo iniziato pieni di entusiasmo, consapevoli che l’amore per le nostre montagne e la dedizione al lavoro – conclude – potevano essere un’arma vincente contro lo spopolamento del territorio. E così è stato”.

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