Grani antichi: la passione diventa un mestiere per l’agricoltore di Force Andrea Massi

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ASCOLI PICENO – Tra coltivatori, panettieri, venditori di tessuti e addetti alla pescheria i mestieri di una volta danno lavoro ad oltre 3600 persone nel Piceno per un totale di quasi 3300 imprese che operano nel settore. A dare una spinta ai lavori antichi sono spesso i giovani e gli stranieri stando agli ultimi dati diffusi dalla Camera di Commercio, relativi al secondo semestre 2018. Quello della tradizione è un settore dove ha deciso di investire anche Andrea Massi, agricoltore di Force fin da bambino appassionato di macchine agricole, che da qualche tempo sta si sta impegnando nell’attività di produzione e di trasformazione di grani antichi. “All’inizio non è stato semplice reperire i grani antichi perché con le multinazionali questi semi sono stati modificati geneticamente: si è puntato alla quantità rispetto alla qualità – spiega l’agricoltore Massi dell’azienda “Ad agricola Massi” -. Poi con la diffusione delle intolleranze alimentari si stanno riscoprendo i benefici di alimenti ibridi, come può essere appunto il grano antico”. La modifica genetica delle varietà di grani moderni, infatti, ha prodotto un cambiamento della struttura chimica delle loro proteine e sembra fondata la relazione tra tali cambiamenti e l’aumento di insorgenza di intolleranze e allergie.

In via Vallegrascia, a Montecchio frazione di Force, a 450 metri sopra il livello del mare l’agricoltore, volontario della protezione civile, possiede un appezzamento di terra di 24 ettari, di questi attualmente solo 5,6 ettari sono coltivati con quattro tipologie di grano antico quali: La Solina, Gentilrosso, Verna, Rieti e Senatore Cappelli. Quello di Montecchio, del resto, è un territorio fortemente interessato dalla coltivazione di cereali, vigne e tartufaie, agevolata sia dalla morfologia del terreno che dalle condizioni climatiche dell’area. I restanti ettari sono tenuti a foraggio per un periodo di tre, quattro anni. Non è stato semplice per lui reperire queste tipologie di grano che lo hanno portato in giro per l’Italia e a chiedere informazioni anche ad anziani che hanno lavorato alla Banca del seme . “In primis ho fatto delle ricerche sulla storia del nostro Paese, poi sono giunto alla Strampelli. Nazareno Strampelli, appunto, era un agronomo e genetista marchigiano – spiega l’agricoltore – che per combattere la miseria che interessava l’Italia nei primi del ‘900, creò un laboratorio delle specie di grano resistenti alle intemperie per aumentare il ricavato dei raccolti. È così che nasce la cultivar Senatore Cappelli. La farina di grano duro Senatore Cappelli è molto apprezzata per il suo elevato valore proteico: circa il 16 per cento sul secco”. Da qualche anno, insomma, Andrea Massi ha preso in mano l’azienda di suo padre e suo zio, Vinicio e Paolo Massi, con l’obiettivo di creare una sorta di “natura 3.0” come lui stesso spiega: “Con i miei prodotti vorrei arrivare direttamente sulle tavole degli italiani evitando i tre passaggi quali produzione, trasformazione e vendita”.

Il mondo agricolo rappresenta un’importante possibilità di occupazione nel Piceno con oltre 2800 imprese attive. Un settore che traina l’avanzare dei mestieri di una volta nel territorio provinciale dove complessivamente si contano quasi 3.300 imprese tra coltivatore, panettiere, pescheria e venditore di tessuti, lavandaia e sarto ricamatori ed altri settori. La tradizione, in questo modo, dà lavoro ad oltre 3600 addetti secondo gli ultimi dati diffusi dalla Camera di Commercio, relativi al secondo semestre 2018. “L’agricoltura sta continuando a testimoniare il suo valore economico e sociale e il ruolo fondamentale che riveste nella crescita del territorio – fanno sapere dalla Coldiretti provinciale -. Per questo tutelare e valorizzare il lavoro rurale e la filiera del cibo deve essere sempre di più un impegno diffuso e un atto condiviso di responsabilità dal quale non ci si può più esimere”.

Tra i lavori tipici di un tempo maggiormente diffusi in provincia di Ascoli, subito dopo il settore agricolo, c’è la produzione di pane e prodotti da forni più in generale conta 102 imprese, seguono le lavanderie con 88 attività, la sartoria e confezione su misura di abbigliamento con 52 realtà imprenditoriali. Correlato a quello della sartoria c’è il settore del commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria con 27 attività seguito da quello del commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi in esercizi specializzati, se ne contano 22.

Fonte Corriere Adriatico

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