Disoccupazione giovanile, gli uomini hanno più difficoltà a trovare lavoro

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ASCOLI PICENO – Disoccupazione giovanile, se dilaga tra i ragazzi dai 25 anni in su lo stesso non si può dire che accada anche tra le ragazze ed i giovanissimi. Nel Piceno pare che hanno più difficoltà a trovare lavoro gli uomini, una volta terminati gli studi, rispetto alle coetanee che sempre più spesso decidono di mettersi in proprio. Mentre le aziende sembrano essere più propense ad assumere giovani che hanno appena terminato gli studi e che magari sono maggiormente disposti ad imparare un mestiere, anche se non è quello al quale aspiravano. Questo è il quadro che emerge nel Piceno secondo gli ultimi dati messi a disposizione dall’Istat e che vede impennare il tasso di disoccupazione del 3,19 per cento tra i ragazzi tra i 25 e 34 anni mentre scende di ben il 6,48 per cento tra i più giovani, ovvero quelli che hanno tra 15 e i 24 anni.

Ma se la disoccupazione sembra colpire principalmente il sesso forte, soprattutto quelli che al netto di master e dottorati dovrebbero già essere inseriti nel mondo del lavoro, registrando, nell’arco dei tre anni presi in considerazione, un aumento del tasso pari al 9,22 per cento lo stesso non si può dire per le ragazze. Qui il tasso di disoccupazione scende al 4,7 per cento passando dal 25,18 del 2013 al 20,48 del 2016. Sono donne che molto probabilmente terminati gli studi hanno deciso di avviare una propria attività imprenditoriale come afferma Giuseppe Pacetti responsabile del territorio Piceno della Uil: “Spesso accade che le donne, consapevoli di avere maggiori difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, diventano imprenditrici mettendosi in proprio – spiega -. Inoltre gli impresari sono molto interessati ad assumere un giovane, che magari sta ancora terminando gli studi, perché più propensi ad imparare un mestiere. E’ necessario pertanto un maggiore impegno da parte del Governo per quanto riguarda il tema dell’occupazione giovanile. Come sindacato mi impegnerò a comprendere con la Regione i tempi e le modalità legate all’Area di crisi complessa”. Cresce il numero donne a capo di imprese nelle agenzie di viaggio, nell’assistenza sociale, nella confezione di vestiti e in alcuni ambiti di servizi alla persona mentre è meno forte sono: costruzioni, trasporto marittimo, aereo e condotte, riparazioni e ingegneria, finanza, fogne, rifiuti, energia, auto, caccia e pesca.

“I dati concordanti rilevano una frenata dell’occupazione negli ultimi mesi, rispetto alla ripresa verificata negli ultimi periodi. E’ chiaro che sia stata una ripresa dovuta principalmente ai contratti di lavoro di tipo precario e a termine, e in qualche maniera per i lavoratori indipendenti, quindi per le partite Iva – afferma Barbara Nicolai segretario della Cgil di Ascoli -. Mentre registrano una flessione i contratti di lavoro a tempo, addirittura si parla di 44 mila unità a livello nazionale. Cresce in maniera preoccupante il numero degli inoccupati, ovvero di coloro che non cercano lavoro. A livello locale a breve faremo delle valutazioni anche per capire come il turismo ha influito nell’occupazione in questi ultimi mesi”.

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