Bud Spencer, la sua vita sarà raccontata in un film

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Dalla carriera sportiva al mondo dello spettacolo, la vita di Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer diventerà presto un film, per il quale al momento si sta lavorando alla sceneggiatura: lo ha annunciato il figlio Giuseppe durante la cerimonia d’apertura del Terni Pop Film Fest – Festival del Cinema Popolare, manifestazione che ha voluto inaugurare la sua prima edizione ricordando uno dei volti più simbolici del cinema popolare. Ospiti della serata, oltre a Giuseppe, anche la figlia di Spencer, Diamante, e il nipote Alessandro Pedersoli, che hanno raccontato non solo alcuni episodi curiosi della carriera dell’attore napoletano, ma anche e soprattutto il lato umano di “papà e nonno Bud”.

“Per noi – ha spiegato Giuseppe – è quasi come non se ne fosse mai andato. Abbiamo riscontrato, anche aprendo una pagina Facebook in suo ricordo, come la gente da tutto il mondo lo senta come uno di famiglia. Lui diceva sempre di non essere un attore, dopo molti anni ho capito il senso di quella frase. Sul set non interpretava nessun personaggio, era esattamente come era nella vita”.

“Nostro padre usciva dallo schermo – ha continuato Diamante – con la sua simpatia, la sua passione, aveva sempre un sorriso per tutti”. Poi il ricordo del nipote Alessandro: “Mi sono abituato a vedere mio nonno come Bud Spencer soltanto negli ultimi anni, perché nei film c’era quasi quella stessa quotidianità che vedevo ogni giorno. Poi ho iniziato a capire perché fosse così amato nel mondo e la risposta l’ho trovata nella sua autenticità. Anche quando viaggiava, in aeroporto si fermava sempre a parlare con le persone che lo chiamavano, diceva che in fondo il suo successo dipendeva da loro”.

Giuseppe Pedersoli ha poi raccontato il passaggio dalla carriera di campione di nuoto a quella di attore. “Non voleva fare l’attore, poi si è creata una grande alchimia con Terence Hill e come per magia è nato tutto all’improvviso”. Era il 1967 e Giuseppe Colizzi, che ammirava Bud Spencer come sportivo, cercava gli interpreti per il suo film Dio perdona… io no. “Cercava un uomo grande – ha proseguito il figlio – particolarmente prestante e che avesse dimestichezza con l’acqua per salvare il personaggio che poi è stato affidato a Terence Hill. Per altro, anche il ruolo di Terence fu una coincidenza, l’attore che doveva interpretare il suo ruolo la sera pima si era infortunato dopo un litigio con la fidanzata e solo allora è subentrato. È stato proprio da quel film che è nata la coppia che ha segnato intere generazioni. Ma, soprattutto, è nata una profonda amicizia”.

“Ricordo quando Terence venne a casa nostra per gli ottant’anni di nonno a mangiare gli ‘spaghetti alla Maria’, che era il piatto preferito di entrambi, erano così uniti” ha aggiunto il nipote Alessandro. Nel corso della cerimonia è stato conferito il premio ‘Bud Spencer – Next Generation’ a Marco D’Amore, attore portato al successo dal personaggio di Ciro in Gomorra, che tornerà in veste di regista e protagonista di un film incentrato sul protagonista della serie.

http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2018/09/28/news/bud_spencer_la_sua_vita_sara_raccontata_in_un_film-207613017/?ref=fbpz

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