Botero a Bologna, un visionario inno all’esistenza

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Fernando Botero, Woman on a Beach, 2002, Pastello su tela, 69x104 cm, Collezione Privata dell?artista, una delle opere esposte nella mostra dedicata all'artista colombiano dal 12 ottobre al 26 gennaio a Palazzo Pallavicini, Bologna, 11 ottobre 2019. ANSA/ US PALAZZO PALLAVINCINI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

BOLOGNA – Cinquanta opere uniche mai viste prima a Bologna, comprendenti una serie di disegni realizzati a tecnica mista e un insieme di acquerelli a colori su tela, compongono il corpus della mostra dedicata all’artista colombiano Fernando Botero, in programma dal 12 ottobre al 26 gennaio a Palazzo Pallavicini. L’esposizione, curata da Francesca Bogliolo e articolata in sette sezioni, rispetta i temi cari all’artista e pone la sua attenzione all’occhio poetico che Botero è capace di posare sul mondo, regalando una bellezza fatta di volumi abbondanti, colori avvolgenti e iconografie originali. Un visionario inno all’esistenza che approfondisce il disegno inteso come fondamento della forma, primario e imprescindibile strumento di bellezza.

Tra i soggetti selezionati compaiono personaggi legati alla tauromachia e al circo, silenti ed equilibrate nature morte, delicati nudi, personalità religiose, individui colti nella propria quotidianità. Una rassegna visiva che tiene conto dell’intensa ricerca visiva di Botero, tesa all’affermazione del suo caratteristico linguaggio. Tra le opere esposte si nascondono i segreti della vita, celati sotto presenze dai volumi corpulenti, persone o oggetti in attesa di un movimento casuale o volontario. In perfetto equilibrio tra ironia e nostalgia, atmosfere oniriche e realtà fiabesca, classicità italiana e cultura sudamericana, l’arte di Botero è creatrice e portatrice di uno stile figurativo e personale, capace anche in questa occasione di coinvolgere e affascinare chi guarda.

Libertà creativa e monumentalità rappresentano il fil rouge dell’esposizione, il cui allestimento è stato progettato con l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

FONTE: Ansa